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Quando si accende il riscaldamento nel 2021, regione per regione

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Fra pochi giorni in molte zone d’Italia si potrà accendere il riscaldamento. Il tutto avviene in una data compresa tra il 15 ottobre e il 1°dicembre, mentre lo spegnimento è programmato tra il 15 marzo e il 15 aprile. I primi ad accendere sono anche gli ultimi a spegnere. A regolarlo sono norme generali a cominciare da una legge del 1991 e successivo decreto presidenziale del 1993 e altri aggiustamenti. Sono 6 le aree geografiche che corrispondono a 6 zone climatiche: Alpi (zona F), Pianura Padana (zona E), Appennini (zona D), Adriatica (zona C), Tirrenica (zona B) e Sud (zona A). La zona di appartenenza determina la data di accensione, quella di spegnimento e il numero massimo di ore giornaliere in cui gli impianti possono rimanere accesi. Il livello della temperatura invece è uniforme in tutta Italia ed è fissato a 20°C. Nella zona E, col clima più rigido, il riscaldamento è consentito sempre, senza un limite massimo di ore al giorno: province indicative sono Cuneo, Belluno e Trento, oltre a una quantità di Comuni montani. 

Chi parte per primo

L’area in cui il riscaldamento condominiale parte per primo sul calendario prefissato è la zona E, alla quale appartiene anche Milano, dove il riscaldamento è consentito dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno. Fanno parte della zona E le province di Alessandria, Aosta, Asti, Bergamo, Biella, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bologna, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila e Potenza.

Dal 1° novembre si aggiungono altre zone

In zona D è consentito dal 1° novembre al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno. Le province indicative sono Genova, La Spezia, Savona, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Siena, Terni, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Foggia, Isernia, Matera, Nuoro, Pescara, Teramo e Vibo Valentia.

Gli ultimi saranno i primi a spegnerlo

Zona C, riscaldamento consentito dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore al giorno. Province indicative di Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e Taranto. In zona B, dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di 8 ore al giorno; le province indicative sono Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani. La zona A, dove il riscaldamento è consentito dal 1° dicembre al 15 marzo, per un massimo di 6 ore giornaliere comprende i Comuni di Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle. Infatti, nonostante la ripartizione del calendario sia all’incirca quella delle province, ci possono essere variazioni a livello comunale. Dunque, per essere certi di trovare le date esatte, occorre far riferimento alla zona climatica del proprio Comune. Tuttavia in presenza di situazioni climatiche particolari e tali da richiederlo, è sempre possibile accendere il riscaldamento anche senza un’espressa autorizzazione da parte del Comune.  Anche in caso di accensione straordinaria, devono però essere rispettati i valori massimi di temperatura fissati per gli ambienti, pari a 20 gradi centigradi negli edifici residenziali.

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La temperatura massima

La scelta di fissare il valore della temperatura a 20°C nasce dalla sintesi tra il benessere all’interno delle case e il controllo dei consumi. Tutte le normative, comunque, si applicano solamente a caldaie, termosifoni e impianti di riscaldamento centralizzati, mentre chi dispone di riscaldamento autonomo non deve necessariamente sottostare ai limiti di legge, anche se è invitato a farlo. In ogni caso adottare accorgimenti che permettano di mantenere il calore all’interno delle abitazioni (come vetri doppi, finestre sigillanti, paraspifferi) e usare al meglio le sorgenti di calore evitando di coprire i termosifoni aiuta sia l’ambiente che il portafogli specialmente adesso che si é innescata un’impennata dei prezzi del gas.

Source

“https://www.gqitalia.it/news/article/quando-accendere-riscaldamento-2021-regione”
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